RAFFAELLO BAMBINO di Giancarlo Carloni

Domenica 2 aprile 2017, ore 16:30

Sala degli Angeli di Palazzo Ducale di Urbino

Il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter, ed il direttore dell’Accademia Raffaello, Luigi Bravi,

invitano alla presentazione del libro

Saranno presenti:

Giancarlo Carloni Autore del libro – Peter Aufreiter Direttore della Galleria Nazionale delle Marche – Urbino – Luigi Bravi Presidente dell’ Accademia Raffaello – Urbino – Alessandro Carloni Regista di Kung Fu Panda 3

 

 

In occasione della domenica ad ingresso gratuito alla Galleria. Sono lieti di invitare in particolare le famiglie ed i bambini.

Raffaello bambino

è un libro per bambini, che scaturisce dall’idea di Giancarlo Carloni. L’obbiettivo è di avvicinare la figura di Raffaello Sanzio ai più piccoli. Il grande artista è sempre stato circondato da un’aura di mito. Invece in questo libro è rappresentato come un bambino, con i suoi giochi, le sue scoperte, le sue incertezze.

In ogni pagina del libro Raffaello bambino, il bambino che leggerà, da solo o affiancato da un genitore, si potrà riconoscere in Raffaello. La morale del libro è racchiusa nell’ultima pagina. Qui si ricorda ad ogni bimbo (e ad ogni genitore, o adulto) di osservare, esplorare, studiare e seguire le proprie attitudini, aspirazioni, per costruire la strada verso l’età adulta.

Le illustrazioni del libro Raffaello bambino conducono il lettore tra le colline delle Marche e nella città’ di Urbino. Si viaggia con le illustrazioni e la fantasia, all’interno della Casa di Raffaello Sanzio e fin dentro il Palazzo Ducale. Le immagini sono magiche, anche se moderne, vivaci ma anche romantiche. L’intero libro è pieno di citazioni legate alla storia dell’arte del periodo rinascimentale.  Ma anche di piccoli dettagli che possono essere spunto, per un genitore o un insegnante, di riflessioni con i bambini.

Raffaello bambino libro   Raffaello bambino libro    libro raffaello bambino

Giancarlo ed Alessandro Carloni (regista di Kung Fu Panda 3) sono soci dell’Accademia Raffaello di Urbino da alcuni anni. Quando hanno presentato il libro a Luigi Bravi, presidente di quell’istituzione culturale, ne è nata una splendida collaborazione che ha portato alla stampa del libro. Si ringrazia il sostegno di Peter Aufreiter, direttore della Galleria Nazionale delle Marche.

Edito da Accademia Raffaello – Urbino e Galleria Nazionale delle Marche. Tel 0722 329695

Una raccolta di opere del grande maestro

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L’evento è a cura di Arialdo Ceribelli e Umberto Palestini e si svolge dal 17 marzo al 1 maggio 2016
apertura:
da lunedì a sabato 9.00 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

La mostra espone oltre trenta capolavori del famoso artista seicentesco Rembrandt Harmenszoon van Rijn noto appunto come Rembrandt. Si stima che in vita l’autore ne abbia realizzate quasi 400, oltre a circa 300 dipinti riconosciuti e 2000 disegni di cui si conservano ancora solo un centinaio.

Gli spazi sono stati allestiti con opere di altissimo pregio, alcune delle quali provenienti da Londra. L’evento è significativo in una città sede di prestigiose scuole di grafica ed incisione come l’Accademia di Belle Arti, l’ISIA e la Scuola del Libro.

Si tratta per tanto di una mostra, che offre tra le altre cose l’opportunità di far riflettere sul ruolo formativo della scuola urbinate che ha annoverato generazioni di artisti, i quali, anche in epoca moderna e contemporanea, hanno saputo rinnovare il linguaggio della tradizione artistica e che spesso hanno trovato in questo stesso artista un’importante fonte d’ispirazione.

Rembrandt è attento ai dettagli, anche se spesso lascia parti scenografiche e figure abbozzate, che diventano lievi e quasi eteree, in funzione di un perfetto equilibrio formale e di un diretto impatto emotivo. Ed è proprio sull’emotività, e sulla ricerca di comprensione della complessità dell’animo umano che si basa gran parte della sua ricerca. Definito artista della luce, Rembrandt tratta questo elemento con un impatto sulla materia che restituisce la sensazione percepibile dell’emozione, del dramma dell’esistenza, e la voglia in chi guarda di scavare nei dettagli delle linee incise.

L’artista olandese, non è mai stato in Italia ma ammirava profondamente le incisioni di Mantegna, dei Carracci, di Francesco Vanni. Redon ne scriveva – ha conservato la sensibilità che conduce nei sentieri del cuore, di cui ha frugato tutte le pieghe”.

La mostra, curata da Arialdo Ceribelli e Umberto Palestini, con Patrizia Foglia alla redazione delle schede critiche, sancisce la collaborazione tra l’Accademia Raffaello, l’Accademia di Belle Arti di Urbino e la Galleria Ceribelli di Bergamo con la recente mostra delle opere grafiche di Gianfranco Ferroni. Una sinergia che permetterà nel 2017 di progettare altri eventi incentrati sul linguaggio dell’incisione con l’esposizione di lavori di artisti straordinari quali Manet e Goya. Inoltre sarà pubblicato, in occasione di una giornata di studio dedicata a Rembrandt e alla grafica d’arte, un catalogo per l’editore Baskerville di Bologna nella collana I quaderni de l’Arca.

casa raffaello Congedo dell'arcangelo Rembrandt autoritratto

Erotismo e Sensualità nelle mostre di Urbino

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Si parla di Erotismo e Sensualità nelle mostre di Urbino aperte al pubblico dal 30 marzo al 28 giugno 2015 

Le tre esposizioni sono:

  • “Artemisia Gentileschi. Cleopatra”;
  • “Rops e Mannelli. Incantazioni e anatomie dello spirito”;
  • “Prospero Fontana. Resurrezione”.

La prima sala del Castellare di Palazzo Ducale ospiterà quindi  “Cleopatra”, un capolavoro giovanile di Artemisia Gentileschi (1593 – 1653).  «Questa Cleopatra -scrive Vittorio Sgarbi nel catalogo che accompagna l’esposizione “è un paradigma di realismo“: la lezione della piena maturità del padre è infatti travolta da un vero e proprio innamoramento per Caravaggio, sia pure senza indulgerne nei soggetti. E anzi con un ribaltamento sessuale. Il corpo ignudo e lascivo è, in Caravaggio, di regola, maschile: dall’Amore vincitore al San Giovanni Battista. Artemisia, naturalmente, traduce quella ispirazione con una sensualità al femminile. E l’impatto è ancora più forte, più evidente, sia rispetto ai moduli delle Veneri o delle Danae tizianesche (per non dire delle ignude bronzinesche), sia rispetto a quelli più vicini, quando non perfettamente contemporanei, di Guido Reni, di Guercino e dello stesso Orazio. Se osservate qui sotto il paragone tra la classicissima Cleopatra di Guercino di Palazzo Rosso di Genova (a destra) noterete l’elegante languore, l’equivalente pittorico del melodramma. Artemisia ribalta tutto. Il suo realismo è assoluto, imminente, senza nessuna concessione lirica o intimistica. Perfino Caravaggio si mostra più prudente, mentre Cagnacci persegue una sensualità intellettuale, sofisticata. Raramente un nudo ha rinunciato nelle forme e nella posa a ogni esterna gradevolezza. Noi, di questa Cleopatra, sentiamo gli odori, il sudore, la puzza.

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Negli altri spazi del Castellare avremo “Rops e Mannelli. Incantazioni e anatomie dello spirito”: le incisioni di Felicién Rops (1833 – 1898) con i suoi raffinati soggetti ricchi di erotismo, che saranno abbinati alle illustrazioni, con medesimo tema, dell’autore contemporaneo Riccardo Mannelli (1955).
«Già solo a considerare le rispettive traiettorie esistenziali appare destino che Rops e Mannelli s’incontrassero in una mostra –si legge nel catalogo–  tante e tali sono le affinità tra le vite dei due che, pur tese a quasi un secolo di distanza, viene da considerarle perpendicolari più ancora che parallele. Le similitudini nell’erotismo e nella spiritualità risuonano sin nelle origini personali: provinciali entrambi, se ne sono andati ciascuno a stabilire il proprio genio nelle capitali del mondo più a tiro, Parigi e Roma, nella vita della grande città preservando gelosamente una genuinità e un gusto per il guaio, la battuta di spirito, tipici dei luoghi piccoli e periferici, dove la vita può ancora attingere a una dimensione minimamente mitologica grazie all’ingenuità che vi residua. Anche gli spiriti sulfurei che contraddistinguono i lavori del belga e dell’italiano hanno trovato la medesima via per raffinarsi e depositare, ovvero la satira».

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Nell’Oratorio di San Giuseppe sarà invece collocata una magnifica  “Resurrezione” (cm 168,5 x 129) di Prospero Fontana (1512 – 1597), opera ‘ospite’ a Urbino,  proveniente dalla mostra “Da Cimabue a Morandi” attualmente in corso a Palazzo Fava a Bologna.
Come scrive Vera Fortunati «Le notevoli dimensioni del dipinto giustificano l’ipotesi che la tela sia stata commissionata come una pala d’altare. Una pala d’altare affascinante quanto insolita. Nella notte cupa e silenziosa, bello e solenne come un eroe mitico, il Cristo vittorioso sulla morte, esce dal sepolcro scoperchiato, avvolto in un teatrale drappo rosso (…). E’ un’interpretazione iconografica del racconto evangelico che si allontana dalla versione più tradizionale (…)».

Tratto da: “Il resto del Carlino”.

Per vedere un po’ di Erotismo e Sensualità nelle mostre di Urbino, puoi anche prenotare una visita guidata dedicata.
Scrivi  a visit@inpesarourbino.com