Galleria Nazionale delle Marche e Museo Archeologico Lapidario

Il Palazzo Ducale di Urbino, la Galleria Nazionale delle Marche e il Museo Archeologico Lapidario

Galleria Nazionale delle Marche

La Galleria Nazionale delle Marche ha sede nel Palazzo Ducale, cornice unica al mondo che non solo doveva essere espressione del potere militare del Signore, ma anche della sua liberalità e cultura. Venne istituita nel 1912, con l’intenzione di raccogliere le opere più importanti dell’intero territorio marchigiano. La varietà degli oggetti d’arte esposti è piuttosto ampia: dipinti su tavola e su tela, affreschi, sculture in pietra e in terracotta, sculture lignee policrome e dorate, legni intarsiati, mobili, arazzi, disegni e incisioni. Tutte opere si sviluppano in un arco cronologico compreso tra il milletrecento e il milleseicento. Gran parte delle opere provengono da chiese e corporazioni religiose soppresse, come il principale nucleo, nonchè più antico, raccolto nel 1861. La visita ha inizio con lo splendido Cortile d’Onore, uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale. Da questo si ha accesso a diversi ambienti tra cui la Biblioteca del Duca, le due cappelline private del Duca: la Capella del Perdono e il Tempietto delle Muse, i Sotterranei con gli ambienti di servizio. Attraverso lo Scalone d’Onore si accede al primo piano con l’Appartamento della Jole, così chiamato per l’imponente camino della prima sala, ornato dalle figure di Ercole e Jole. A seguire: l’Appartamento dei Melaranci, l’Appartamento degli Ospiti, l’Appartamento del Duca, e quello della Duchessa, e a diverse Sale di Rappresentanza. Nell’Appartamento del Duca, in maniera specifica, il fruitore viene risucciato e coinvolto in quel mondo di cultura e di modo di agire tipico del rinascimento da cui traeva ispirazione anche il duca Federico. L’appartamento è costituito da pochi ambienti ma con specificità di grande rilievo : la Sala delle Udienze, lo Studiolo, la Guardaroba del Duca, la Camera da letto, la Cappellina di Guidubaldo.

 

Prontamente,  in queste sale, ci si trova di fronte a capolavori assoluti del Quattrocento, oltre a numerose testimonianze della civiltà figurativa urbinate. Tra i tanti, le due maggiori opere di Piero della Francesca: “La Flagellazione di Cristo” e “La Madonna di Senigallia”. Nella Camera da Letto è presente il “Ritratto del Duca Federico e del figlio Guidubaldo” di Pedro Berruguete. Nelle Sale di Rappresentanza, in particolare nella Sala degli Angeli, si può ammirare la celebre “Città Ideale”, attribuita a Leon Battista Alberti e Luciano Laurana. Sempre qui ci si trova di fronte alla “Comunione degli Apostoli” di Giusto di Gand e alla predella de “Il Miracolo dell’Ostia Profanata” di Paolo Uccello. Mentre nella Sala delle Veglie si trovano due importanti opere di Luca Signorelli: “La Pentecoste” e “La Crocefissione”.

Infine l’ultimo appartamento del piano nobile, il cosiddetto Appartamento della Duchessa, ospita “Il ritratto di Gentildonna”, detto tradizionalmente “La Muta” di Raffaello, oltre a due importanti opere di Tiziano, “La Resurrezione” e “L’Ultima Cena”. Il piano secondo del palazzo, all’inizio venne adibito ai servizi, solo in un momento successivo fu trasformato in Appartamento, da Guidubaldo II Della Rovere. Qui si ammirano le opere pittoriche databili tra la fine del Cinquecento e seconda metà del Seicento (Barocci, Gentileschi, Guerrieri), disegni, cartoni e un’interessante collezione di ceramiche.

Museo Archeologico Lapidario

Attualmente allestito al pianterreno del Palazzo Ducale, occupa una parte dell’ala orientale fra il Cortile d’Onore e Piazza Rinascimento. Il museo raccoglie una ricca collezione epigrafica costituita da due nuclei principali: il primo comprende una raccolta che Monsignor Fabretti (1619-1700), nobile urbinate, aveva trasferito da Roma a Urbino con urne decorate a rilievo, lastre iscritte e figurate e una raccolta di bolli laterizi; il secondo, raccolto dal cardinale Stoppani, conserva materiale epigrafico e statuario, quale: basi marmoree iscritte, iscrizioni sepolcrali, statue e bassorilievi.  Nell’attuale allestimento, le lapidi sono collocate in 22 specchi lungo le pareti, mentre urnette, cippi, are e materiali di altro tipo hanno trovato posto al centro delle 5 stanze che costituiscono il museo. Particolarmente interessanti sono: le iscrizioni del marmista greco Eutropos situate nella prima sala; la lastra figurata con la risurrezione di Lazzaro della seconda sala; un epigramma che reca un verso di Callimaco, nella quarta sala ed infine il noto rilievo in porfido viola con la raffigurazione dell’episodio omerico di Ulisse e le Sirene.